Storie di terapie vincenti per l'E.Cuniculi
di Kathy Smith

Quando ho iniziato ad interessarmi al mondo dei conigli dieci anni fa , un coniglio sintomatico con una diagnosi di E.cuniculi aveva una prognosi molto triste . Anche se tuttora non ci sono cure, oggi ci sono diverse opzioni di trattamenti che i veterinari hanno usato con successo.

Dato che nessun trattamento ha un effetto provato in tutti i casi, è importante che tutti , sia chi si prende cura dei conigli che i veterinari , si tengano informati sui nuovi trattamenti disponibili e che si cerchi di essere aperti a nuove idee. I trattamenti discussi in questo articolo vanno da quelli largamante usati da quasi dieci anni, a quelli che si sono dimostrati potenzialmente promettenti nei pochi casi in cui son stati testati. Se il vostro veterinario è aperto a provare i trattamenti più nuovi , non sorprendetevi se vorrà fare maggiori ricerche e / o consultarsi con quei veterinari che li hanno già usati.

Cos'è l'E.Cuniculi?
L' E.Cuniculi è un protozoo diffuso tramite le spore che vengono rilasciate nelle urine dei conigli infetti. Un coniglio può contrarlo in giovanissima età dalla madre, o da un compagno che vive con lui e che sta diffondendo le spore, o più tardi nella vita , sempre da un compagno infetto. Il parassita attacca il sistema nervoso centrale e i maggiori organi, causando una varietà di sintomi che includono la testa inclinata, problemi al fegato, disturbi ai reni, cataratte,incontinenza,perdita delle funzioni alle zampe (posteriori, anteriori, o entrambe) , nistagmo (movimento continuo degli occhi) e /o altri sintomi neurologici .

Diagnosi
L'E.Cuniculi viene dignosticato tramite un test del sangue che non fa parte del solito esame del sangue completo. Un risultato positivo (di solito si fa riferimento ad un "titolo anticorpale positivo") significa solo che il coniglio è stato esposto all' E.Cuniculi causando una produzione di anticorpi. L'E.Cuniculi viene spesso tenuto a bada dal sistema immunitario del coniglio emolti conigli che son risultati positivi al test non svilupperanno mai sintomi . Tuttavia, se la salute di un coniglio (mentale o fisica) è compromessa, può iniziare a sviluppare sintomi. Alcuni conigliari decidono di far testare tutti i loro conigli , sapere che un coniglio è positivo può essere utile specialmente se mostra sintomi che possono o meno essere associati all' E.Cuniculi , come la testa inclinata o la zona genitale imbrattata di pipì (segnale di incontinenza). Tuttavia va tenuto a mente che in un nucleo famigliare con più conigli, un coniglio che risulta negativo può poi diventare positivo successivamente. Questo è specialmente importante da ricordare se il suo compagno era risultato positivo ed ha poi sviluppato sintomi recentemente. Si pensa che le spore siano rilasciate solo brevemente , ai primi stadi dell'infezione attiva.

I trattamenti comuni : i -bendazoli *
I trattamenti più comuni per i malati sintomatici oggi sono i derivati del benzimidazolo, usati per curare parassiti intestinali in diverse specie. Mentre questi farmaci sono stati usati con successo su molti conigli, sono stati riportati casi di lieve o moderato innalzamento dei livelli enzimatici . Anche se i valori di solito tornano normali quando i farmaci vengono sospesi, van presi in considerazione col proprio veterinario periodici esami del sangue.
L'azione dei benzimidazoli è lenta, e la lunghezza del tratto gastrointestinale dei conigli rimanda ulteriormente l'assorbimento nel corpo. In molti conigli, i sintomi ritornano quando si sospende l'assunzione. Recentemente, alcuni conigliari che stavano trattando i propri conigli con oxibendazolo hanno riferito che il trattamento sembra perdere efficacia col tempo , forse segnale che il parassita sviluppa una resistenza ad esso.

Albendazolo
L'albendazolo, un farmaco usato negli umani per curare le lesioni causate da alcuni vermi, fu il primo derivato del benzimidazolo usato per trattare i sintomatici all' E.Cuniculi . Inizialmeente fu usato con alcuni successi verso la metà degli anni '90 da alcuni veterinari tra cui il Dott. Jeff Jenkins , un famoso esperto in conigli nell'area di S.Diego.L' Albendazolo è l'unico benzimidazolo che viene velocemente assorbito ed eliminato dal corpo , ma può anche avere più effetti collaterali degli altri.

Oxibendazolo
Alla fine degli anni '90 alcuni membri dell'House Rabbit Society ed i loro veterinari iniziarono a trattare un significante numero di casi sintomatici all'E.Cuniculi con l'oxibendazolo, una pasta antielmintica per cavalli. Per molti conigli il trattamento portò un notevole miglioramento ed in molti altri fermò la progressione della malattia. Oggi l'oxibendazolo è un farmaco comunemente prescritto in casi di conigli sintomatici di encefalite . E' stato usato da centinaia di veterinari in tutto il mondo per estendere e emigliorare la vita di migliaia di conigli. Sfortunatamente, l'oxibendazolo non è utile nel trattare tutti i casi di E.Cuniculi . Malgrado sia stato da molti conigli che sono stati curati con esso, non ci sono dati nè analisi sui conigli trattati e sugli eventuali successi (miglioramento dei sintomi oppure riduzione della progressione di essi).

Fenbendazolo
Nel 2001, uno studio pubblicato sul Veterinary Record (14 Aprile 2001, pp.478-480) suggerì che il fenbendazolo, un farmaco usato per curare i vermi, poteva essere utile sia per prevenire che per curare le infezioni da E.Cuniculi . Ci fu una gran diffusione, sia perchè c'erano dati scientifici a supportare la tesi e sia perchè questo fu il primo trattamento che si pensa possa curare (piuttosto che solamente controllare) la condizione. In rari casi, trattamenti a lungo termine col fenbendazolo possono essere associati con casi di insufficienza del midollo osseo .Alcuni veterinari che erano scettici nell'usare l'albendazolo e l'oxibendazolo a causa della mancanza di dati scientifici iniziarono a trattare casi di E.Cuniculi con il fenbendazolo ed altri passarono a prescriverlo. Recentemente ho sentito dei veterinari che stavano tornando all'oxibendazolo in quanto lo considerano più efficace una volta che compaiono i sintomi . Ancora una volta tuttavia, questa considerazione si basa su diverse esperienze pratiche individuali piuttosto che su basi scientifiche.

Baytril
La mia veterinaria, la Dr. Noella Allan (Lakewood Animal Hospital, Lee's Sunnit, MO) ha avuto significanti successi usando il Baytril, in congiunzione con l'oxibendazolo , nel trattamento di conigli sintomatici. Prescrive di frequente entrambi i trattamenti mentre attende i risultati dei test nei casi in cui ci sono sintomi che fan pensare sia all'encefalitozoonosi che ad infezioni batteriche . Nel corso degli anni, la Dr.Allan ha notato che nelle sue esperienze, i conigli con l'E.Cuniculi trattati anche col Baytril hanno mostrato maggiori miglioramenti o una progressione più lenta della malattia , che quelli trattati con l'oxibendazolo da solo. Inoltre, quando i conigli sintomatici che prendevano da lungo tempo l'oxibendazolo mostravano segni di progressione dei sintomi, l'aggiunta del Baytril ha spesso portato a un miglioramento generale delle condizioni. Anche se la Dr.Allan non è sicura del meccanismo che causa questo miglioramento, suggerisce i seguenti possibili modi in cui il farmaco agisce: Ammetto che ero scettica nell'uso del Baytril per trattare l'E.Cuniculi .Tuttavia, quando Henrietta ebbe la testa inclinata proprio prima del Natale 2001, la Dr.Allan la mise in cura sia col Baytril che con l'oxibendazolo mentre attendavamo gli esiti del test per l' E.Cuniculi . Henrietta risultò positiva, ma per il momento in cui ricevemmo l'esito i suoi sintomi erano significativamente migliorati . Continuammo entrambi i trattamenti per alcuni mesi ed oggi l'unico modo di dire in che direzione era inclinata la sua testolina è ricordarsi a quale lato della cassettina si appoggiava contro!

Pirimetamina "Cocktail"
Un nuovo e promettente trattamento fu suggerito da Esther van Praag , una biologa svizzera, nel suo documento: "Can Encephalitozoon Cuniculi, a Protozoal Parasite of the Nervous System, Be Treated With Pyrimethamine?" (Il testo completo si trova su http://www.medirabbit.com) . La Dr.ssa van Praag ha basato il suo studio sulle similarità tra l' E.Cuniculi nei conigli e il Sarcocystis Neurona, un parassita protozoico equino, che vive nel sistema nervoso e nel midollo spinale, e causa la Mieloencefalite Protozoaria Equina (EPM). Secondo ciò che scrive la Dott.ssa van Praag , la EMP è trattata di routine con il farmaco antiprotozoico pirimetamina.
Sapendo che la pirimetamina era stata usata con sicurezza nei conigli sia per la toxoplasmosi che per le coccidiosi epatiche, la Dott.ssa van Praag ha suggerito la possibilità di usare la pirimetamina per trattare l' E.Cuniculi nei conigli. Il protocollo, documentato nel suo articolo, è basato su un altro usato per curare la toxoplasmosi nei cavalli e comprende i seguenti farmaci : I dosaggi dei farmaci per l'uso nei conigli sono stati determinati da Mark Lennox, DVM, (Crossroads Animal Hospital, El paso, TX) che si è basato sul trattamento della toxoplasmosi nei gatti. Questo trattamento dovrebbe essere usato per un mese intero , se il coniglio tollera bene la terapia. Secondo l'articolo della Dott.ssa van Praag , la pirimetamina oltre a bloccare il metabolismo dell'acido folico nel parassita, incrementa l'effetto della sulfadiazina nel combattere il parassita.
E' importante notare che la Dott.ssa van Praag avverte che i composti che contengono trimetropim, che è combinato con la sulfadiazina in molti farmaci sulfamidici , non dovrebbero essere usati in quanto il trimetoprim aumenta la tossicità della pirimetamina. Il suo articolo inoltre fa notare che la combinazione di pirimetamina e sulfadiazina può influenzare la funzione del midollo spinale, causando una diminuzione sia del numero di globuli rossi che di globuli bianchi. L'acido folico è una parte importante del protocollo perchè aiuta a minimizzare gli effetti collaterali. Tuttavia, un regolare esame del sangue è consigliabile quando si sta seguendo questo trattamento.
La somministrazione di NSAIDS (per es. Banamine o meloxicam) aiuta a ridurre la risposta infiammatoria indotta dalla morte di un grande numero di parassiti tutti in una volta. Al momento in cui viene scritto quest'articolo (Febbraio 2006) , questo trattamento è stato usato su un numero molto ristretto di conigli, tutti erano stati già trattati con uno o più "-bendazoli" e tutti avevano smesso di rispondere a questi trattamenti. Tutti i conigli mostravano un alto titolo anticorpale per l'E.Cuniculi e non soffrivano di altri disturbi, eccetto in un caso. I risultati , nonostante siano molto preliminari, sembrano abbastanza promettenti.
Sweetie, la coniglia di Heather McMurray, è una delle storie in cui questo protocollo ha avuto successo. Sweetie è è una coniglia di 10 anni alla quale era stata amputata una zampa alcuni anni fa. Nel 2002 perse anche l'uso dell' altra zampa posteriore e si scoprì che aveva un alto titolo anticorpale per l' E.Cuniculi . Fu trattata all'inizio con il fenbendazolo. Quando questa terapia smisa di funzionare dopo circa sei settimane, passò all'oxibendazolo per alcuni mesi, finchè, anch'esso, smise di fare effetto. Allora il veterinario di Heather decise di provare il protocollo con la pirimetamina su Sweetie. Heather notò un visibile miglioramento in circa sei giorni dall'inizio del trattamento, e così la terapia continuò per quattro settimane intere. Anche se Sweetie non ha recuperato l'uso della zampa posteriore, la paralisi non è peggiorata dal giorno del Ringraziamento , quando ha completato il trattamento.

Lufenuron
Per alcuni anni, il Lufenuron, un farmaco orale inibitore della chitina, è stato usato con sicurezza nei conigli come trattamento a breve termine contro le pulci. Il Dott. Dean Beyerinck (Irving Street Veterinary Hospital, San Francisco, CA) ha trattato più di 50 casi sintomatici di E.Cuniculi con il lufenuron ed è compiaciuto della sua percentuale di successo. La spiegazione scientifica di questo trattamento è basata sulle informazioni contenute in un articolo di Elizabeth S. Didier nel numero di Luglio del 1998 del "Clinical Infectious Diseases" , che suggerisce che l'endospora dell' E.Cuniculi è composta di chitina. Ciò, nonostante il lufenuron non uccide gli organismi esistenti, potrebbe avere un buon risultato nell' impedirne la riproduzione. L'effetto a lungo termine del lufenuron nel corpo dei conigli (ed altri mammiferi) non è ancora stato stabilito. Recentemente, è stato scoperto che i mammiferi possiedono enzimi simili alla chitina, e l'interazione del lufenuron con questi enzimi non è ancora stata studiata. Il Dott. Beyerinck iniziò a trattare Toby, il coniglio di Susy, con il lufenuron nella pimavera del 2002. Ai tempi in cui il trattamento fu iniziato, il titolo anticorpale di Toby era cresciuto notevolmente in un arco di tempo di due anni. Anche se le fu detto che potevano passare dalle due alle tre settimane prima che si vedessero miglioramenti, Susan iniziò a notare lievi miglioramenti dopo solo tre giorni di trattamento e singificanti miglioramenti dopo otto giorni. Il piano originale era di trattare Toby ogni quattro settimane, ma nel suo caso i sintomi sembrano ritornare puntuali come un orologio, dopo circa tre settimane. Dall'autunno del 2002, Toby ha ricevuto un trattamento di lufenuron ogni tre-quattro settimane. Secondo Susan, la salute generale di Toby e la qualità della sua vita sono significativamente migliorate con questa terapia.

Ivermectina**
Lo scorso autunno, cercando informazioni online sull' E.cuniculi ,un amico ha scoperto l'articolo di Barbi Brown sulle sue esperienze nel trattare l' E.cuniculi(e probabilmente anche prevenirne la diffusione) usando l'Ivermectina. La sig.ra Brown è un'allevatrice che tiene registri sulla salute e che crede nel trattare regolarmente i suoi conigli ogni tre mesi con l'Ivermectina. Ha notato che i conigli che ha visto coi sintomi dell' E.cuniculi o non erano mai stati trattati o non erano stati trattati negli ultimi sei mesi.
La filosofia della sig.ra Brown di trattare i suoi conigli con l'Ivermectina è simile alla pratica largamente accettata di sverminare i cavalli. Viste le analogie biologiche fra conigli e cavalli, sembra possa valere la pena seguire l'idea che l'Ivermectina potrebbe aiutare a fermare la diffusione dell' E.Cuniculi.
L'articolo della sig.ra Brown sostiene che l' Ivermectina "paralizza il parassita e ne ferma la migrazione al cervello". Il suo protocollo prevede un richiamo del trattamento sette giorni dopo il trattamento iniziale, in seguito ogni tre mesi, presumibilmente per il resto della vita del coniglio.
Nonostante l'attuale mancanza di prove scientifiche che l' Ivermectina sia effettiva nel trattare - o forse prevenire- gli attacchi di E.cuniculi , questa può essere un'opzione che vale la pena discutere col proprio veterinario.
l' Ivermectina ha un buon profilo di sicurezza, essendo stata usata per trattare gli acari del pelo per molti anni con pochi effetti collaterali. La maggior preoccupazione che la dott.ssa Allan ebbe rigurdo al protocollo della sig.ra Brown, è che i suoi dosaggi sono almeno quattro volte maggiori del massimo dosaggio comunemente accettato per conigli. La dott.ssa Allan è stato d'accordo a provare questo trattamento coi conigli che sono arrivati a casa mia a un'età giovane, ma a metà dosaggio di quello usato dalla sig.ra Brown.

Direzioni Future
Se le persone che si prendono cura dei conigli ed i loro veterinari condivideranno le loro esperienze e provvederanno a raggruppare sia i loro dati che le loro esperienze scientifiche ed analitiche, c'è motivo di sperare che un giorno saremo in grado di controllare con successo i sintomi e d arrestare la diffusione della malattia. Perchè questo avvenga è importante iniziare a raccogliere ed analizzare dati clinici di singoli casi che ricevono diversi trattamenti, tenendo sempre conto che c'è molto da imparare sia dai fallimenti che dai successi.
E' anche importante capire che in medicina (sia umana che veterinaria) non è così raro che una terapia che sembrava promettente in un contesto controllato come in laboratorio, fallisca poi miseramente nell'applicazione reale. Similmente, nuove indicazioni di trattamenti esistenti, o combinazioni di trattamenti , sono spesso scoperti da osservatori che notano i loro effetti nella pratica.
Se avete un'idea di un trattamento che potrebbe avere effetto sull'E.Cuniculi , vi sprono a discuterne con il vostro veterinario , tenendo a mente che ogni idea, anche quelle non valide, vanno esplorate, e discusse. Quando stavamo per raggiungere ormai la fine con il trattamento di Goldie nel 1998, mio marito George ed io ci siamo scervellati per trovare possibili trattamenti per lei. La Dott.ssa Allan ci proibì subito di usare la chinina perchè troppo forte da usare su un sistema delicato come quello del coniglio, ma fu d'accordo che valeva la pena di provare l' interferone beta rimanente dalle sue iniezioni per la sclerosi multipla. Anche se questo trattamento non ebbe nessun effetto visibile, almeno avevamo provato qualcosa!
La cura definitiva per l'E.Cuniculi non sarà probabilmente una delle opzioni di cui si è parlato in questo articolo. Ma forse arriverà da un seme germogliato da un processo di pensiero discusso qui , o da un lettore che oserà lanciare un'idea da discutere col suo veterinario.

Copyright 2004, revised 2006 by Kathy Smith , riprodotto con il permesso dell'autrice, traduzione a cura di www.bunnies.it





Nota : le seguenti ulteriori informazioni sono state aggiunte a cura di Bunnies.it e non fanno parte dell'articolo originale .

(The following additional informations have been added by Bunnies.it and are not included in the original article).

* : Per possibili effetti collaterali dei -bendazoli, vedere : "Possibili effetti collaterali nella terapia coi -bendazoli contro l'E.Cuniculi "

** : L'opzione a base di Ivermectina è stata inclusa solo per fedeltà alla revisione dell' articolo originale che è volto ad includere tutte le terapie e i trattamenti che sono risultati in un miglioramento, anche senza effettive prove scientifiche dell'azione del farmaco sul parassita. Tuttavia veterinari esperti hanno sollevato dubbi circa la reale efficacia sull' E.cuniculi di un trattamento simile con le motivazioni che che l' Ivermectina : a) non passa prontamente la barriera ematoencefalica, perciò una volta che il parassita si trova nel cervello è improbabile che possa andare a danneggiarlo efficacemente; b) studi in-vivo suggeriscono che il parassita è cresciuto tranquillamente anche in presenza di diverse concentrazioni di Ivermectina, perciò è più verosimile che nei casi in cui è stato notato un miglioramento, il farmaco abbia in realtà curato altre infestazioni passate inosservate migliorando le condizioni generali del coniglio, o che si trattasse di casi guariti spontaneamente (per lo meno dai sintomi, qualunque cosa li stesse causando).

Ponazuril
In alcune fonti (come in questo articolo della Dott.ssa Krempels , o in questo già menzionato della dott.ssa van Praag) viene citato anche il Ponazuril come potenziale trattamento da utilizzare contro l' E.Cuniculi. Si tratta di un altro farmaco antiprotozoico utilizzato per la Mieloencefalite Protozoaria Equina (EPM), viene utilizzato anche contro i coccidi.


Nota : Tutti i veterinari o i conigliari che hanno provato uno di questi trattamenti - o altre opzioni - e vogliono comunicarci eventuali successi, insuccessi, effetti collaterali sconosciuti, ed altri dettagli , possono farlo scrivendoci a info_ecuniculi@bunnies.it. La condivisione di informazioni e di esperienze fra noi conigliari e coi veterinari è fondamentale se vogliamo fare passi avanti contro questa patologia ancora così controversa, quindi non esitate, ogni esperienza è importante e rilevante.
Inoltre nessun coniglio e relativo umano dovrebbe sentirsi solo nella lotta, perciò combattiamo insieme l'encefalitozoonosi!



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